Vitivinicola Pichilli: tradizione e qualità nell’area grecanica... prodotti di nicchia
Nino Pichilli coltiva con passione il proprio vigneto esposto ai caldi raggi del sole del sud. Gaglioppo, Greco nero, Nerello calabrese sono i principali vitigni allevati a spalliera dalla famiglia Pichilli in agro di Palizzi, in piena area jonica della provincia di Reggio Calabria. E’ l’”area grecanica”, dove si parla ancora il greco antico ed il giallo della ginestra pervade un territorio aspro e brullo, solo a tratti lussureggiante grazie agli antichi vigneti terrazzati e abbarbicati su ripidi valloni, fino a costeggiare le numerose e tipiche fiumare calabresi.
Il vino di Palizzi è rinominato ed è conosciuto fin dall’antichità, grazie alla sua “forza e robustezza” ovvero alla sua elevata gradazione alcolica (13,5-14,5% vol.) e anche la denominazione dei vini dell'Azienda Pichilli "Prastico" e "Kalò" si richiamano alle origini dell'area grecanica. Infatti "Prastico" è l'aggettivo che i Greci di Calabria usavano per qualificare un vino "forte, robusto, generoso ed eccellente" e "Kalò" è il termine che veniva usato per definire ciò che è "buono" e Nino li ha ritenuti appropriati per il suo " 'u vinu 'i ninu ". I “catòi”, tipici luoghi a volte scavati nella roccia in cui si conserva e si degusta il vino, sono molto diffusi a Palizzi superiore, caratteristico borgo dominato dall’antico Castello, così come nella caratteristica frazione di Pietrapennata. Ed è quasi una sorta di rito la spillatura delle botti per degustare il vino pronto insieme alla carne cucinata alla maniera “grecanica”, ai formaggi ed ai salumi locali. Così come è un appuntamento fisso ed atteso quello della vendemmia nel vigneto di Nino Pichilli: numerosi sono i suoi amici che giungono anche da altre regioni, per non mancare a questa sorta di festa in cui la raccolta dei preziosi grappoli termina con l’atteso luculliano pranzo a base di pietanze tipiche.
Ma è da questo momento in poi che inizia con trepidazione ed estrema cura dei particolari la fase di vinificazione tradizionale: alla diraspatura e pigiatura, seguono la fermentazione del mosto in grandi botti, travaso e svinatura, fino alla elevazione in barrique per un breve periodo di tre mesi ed infine, l’affinamento in bottiglia. " 'u vinu 'ì ninu " (ovvero il vino di Nino) tanto atteso dalla selezionata schiera di appassionati ed intenditori, ristoratori ed enotecari è pronto: vini di alta qualità che fanno dell'azienda Pichilli il fiore all’occhiello dell’intero comprensorio. “Un calabrese di rispetto” dunque, come viene definito il Palizzi I.G.T. dell'Azienda Vitivinicola Pichilli nelle nuove etichette disegnate rispettivamente dagli artisti calabresi Giuseppe Vale e Pino Napoli da sempre tra gli estimatori più appassionati. In un'altra etichetta (con il vino Prastico), fuori commercio, destinata agli amici, fa simpaticamente capolino il ritratto-caricatura del produttore accompagnato da una poesia composta da un'amico in occasione di una vendemmia.
Il produttore Antonino Pichilli, il quale con dedizione cerca di coniugare gli aspetti colturali e di vinificazione rigorosamente tradizionali, in un rapporto diretto col territorio, con tecniche razionali e moderne grazie all’ausilio dell’agronomo e dell’enologo.
Nino Pichilli coltiva con passione il proprio vigneto esposto ai caldi raggi del sole del sud. Gaglioppo, Greco nero, Nerello calabrese sono i principali vitigni allevati a spalliera dalla famiglia Pichilli in agro di Palizzi, in piena area jonica della provincia di Reggio Calabria. E’ l’”area grecanica”, dove si parla ancora il greco antico ed il giallo della ginestra pervade un territorio aspro e brullo, solo a tratti lussureggiante grazie agli antichi vigneti terrazzati e abbarbicati su ripidi valloni, fino a costeggiare le numerose e tipiche fiumare calabresi.Il vino di Palizzi è rinominato ed è conosciuto fin dall’antichità, grazie alla sua “forza e robustezza” ovvero alla sua elevata gradazione alcolica (13,5-14,5% vol.) e anche la denominazione dei vini dell'Azienda Pichilli "Prastico" e "Kalò" si richiamano alle origini dell'area grecanica. Infatti "Prastico" è l'aggettivo che i Greci di Calabria usavano per qualificare un vino "forte, robusto, generoso ed eccellente" e "Kalò" è il termine che veniva usato per definire ciò che è "buono" e Nino li ha ritenuti appropriati per il suo " 'u vinu 'i ninu ". I “catòi”, tipici luoghi a volte scavati nella roccia in cui si conserva e si degusta il vino, sono molto diffusi a Palizzi superiore, caratteristico borgo dominato dall’antico Castello, così come nella caratteristica frazione di Pietrapennata. Ed è quasi una sorta di rito la spillatura delle botti per degustare il vino pronto insieme alla carne cucinata alla maniera “grecanica”, ai formaggi ed ai salumi locali. Così come è un appuntamento fisso ed atteso quello della vendemmia nel vigneto di Nino Pichilli: numerosi sono i suoi amici che giungono anche da altre regioni, per non mancare a questa sorta di festa in cui la raccolta dei preziosi grappoli termina con l’atteso luculliano pranzo a base di pietanze tipiche.
Ma è da questo momento in poi che inizia con trepidazione ed estrema cura dei particolari la fase di vinificazione tradizionale: alla diraspatura e pigiatura, seguono la fermentazione del mosto in grandi botti, travaso e svinatura, fino alla elevazione in barrique per un breve periodo di tre mesi ed infine, l’affinamento in bottiglia. " 'u vinu 'ì ninu " (ovvero il vino di Nino) tanto atteso dalla selezionata schiera di appassionati ed intenditori, ristoratori ed enotecari è pronto: vini di alta qualità che fanno dell'azienda Pichilli il fiore all’occhiello dell’intero comprensorio. “Un calabrese di rispetto” dunque, come viene definito il Palizzi I.G.T. dell'Azienda Vitivinicola Pichilli nelle nuove etichette disegnate rispettivamente dagli artisti calabresi Giuseppe Vale e Pino Napoli da sempre tra gli estimatori più appassionati. In un'altra etichetta (con il vino Prastico), fuori commercio, destinata agli amici, fa simpaticamente capolino il ritratto-caricatura del produttore accompagnato da una poesia composta da un'amico in occasione di una vendemmia.
Il produttore Antonino Pichilli, il quale con dedizione cerca di coniugare gli aspetti colturali e di vinificazione rigorosamente tradizionali, in un rapporto diretto col territorio, con tecniche razionali e moderne grazie all’ausilio dell’agronomo e dell’enologo.
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